maria pellini

Quadro di parole

 

amo scrivere, le mie tele nascono dal "mio scrivere". In ogni mostra propongo un tema a me "vicino" lo sviscero dentro con le parole , lo ricompongo fuori "sulla tela", a volte e' come "vomitarlo". Uso questo termine poco delicato perche e' quello piu' vicino a quello che sento. Cerco di penetrare dentro un tema, di sentirlo in tutti i suoi "spessori" , cerco di esprimere "un sentire" non un'emozione;· tutti sentiamo nel corpo dolore, gioia, disperazione, bellezza,ed e' uguale per tutti, le emozioni non sono uguali per tutte in quanto a mio parere sono imbevute dal "nostro passato" "dalla famiglia" dalle radici, dalle·· esperienze individuali e dal nostro essere. Il mio supporto è la tela. Amo la trama e l'ordito che intrecciandosi formano "vita"; getto su questa "vita" un'impasto di cemento, colla, sabbia, stucco, gesso, acqua,(il cemento blocca "il sentire"; lo stucco "addolcisce, recupera, aggiusta; il gesso disegna, collabora, impasta; la sabbia e' parte della nostra terra, l'acqua della nostra prenascita, la colla e' il collante che lega tutto) la chiamo materia, vivo questo impasto come le situazioni che ci capitano addosso e che sentiamo. Aggiungo la iuta a volta la strappo inserendo i fili nella materia·; questo perche? Perche nella vita ci sono altre sovrapposizioni di vite, aspetti di noi che non pensiamo di avere questi si immergono nel "sentire".Comincio la mia creazione dalla parola del pensiero costruisco lo scheletro che si tramuta in un "sentire".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

maria pellini - reggio emilia - maria@mariapellini.com - Associazione Anemos - Etoile Centro teatrale europeo