| Biografia |
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Maria Pellini nasce a Reggio Emilia il 6 Febbraio 1963 diplomata in arte del tessuto all'istituto d'arte "Gaetano Chierici" della sua città , inizia ad operare come decoratrice in ambito grafico e pittorico di giostre tradizionali a cavalli. Attiva nel campo della didattica nelle scuole medie collabora con il progetto MUS-E (Musique Europe) progetto ideato dal grande violinista scomparso Yehudi Menuin che ha l'obiettivo di favorire l'integrazione sociale nelle scuole con l'aiuto dell'arte. Nel 1999 esordisce nel mondo dell'arte della pittura, con una propria ricerca personale. Note dellâartista: Questa mostra e' stata presentata l'estate passata alla"Torre di Rossenella"(Canossa) in un luogo non scelto a caso. La Torre piena di "storia" (inizio del 900) si erge su una piccola collina dove le sua mura bianche vengono circoscritte dal cielo. Il silenzio dei monti circostanti accarezzano una natura "umile ma vera". Il tema improntato sulla denuncia dello stupro (ma allargabile ad ogni tipo di violenza), così intimo ma purtroppo così' "dilagante" mi ha indirizzato su una scelta logistica di questo tipo.La scelta di riproporla in una sede Universitaria è dovuta al fatto di "sgretolare" un'intimità "troppo chiusa e sofferta";  dove il "silenzio circostante" non è abbracciato dalla natura ma da "vite" di giovani uomini e donne che si muovono in ambiente urbano alla ricerca " di un mondo migliore", dove le energie sono ancora "vere" e impregnabili di "Pace", dove il silenzio può lasciare spazio alla parola,  allo scambio alla conoscenza, alla comunicazione, schiacciando e liberando iâmorsi della pauraâ. Anche in questo caso l'edificio ( ex caserma Zucchi, ex conservatorio della città e penso, se ben ricordo exmercato bestiame-) è pieno di una sua storia, dove âritrovoâ un corridoio che unisce due luoghi. Era per me impensabile, proporla âsin dalle radiciâ in una galleria dâArte in quanto (per il tema trattato) ritengo che lâarte debba trasformare i propri âconfiniâ in âorizzonti âimmergendosiâ nel socialeâ denunciando il proprio tempo, per non lasciare che lâeffimero e il commerciale schiacci âlâarmonia poetica e la lotta del pensieroâ.Lâarte (in qualsiasi forma) deve inoltre, a mio parere âessere respirata â, âcalpestata âda tuttiâe non circoscritta âa pochi luoghi" e persone. |
